Un piccolo
viaggio a L’Aquila per parlare di alcune specialità
abruzzesi
Un
viaggio in Abruzzo non può non vedere la visita a L’Aquila.
Ai piedi del Gran Sasso la città è stata per secoli la
città più popolosa e importante d’Abruzzo, e resta
anche oggi il centro principale della regione dal punto di vista
architettonico, culturale e politico. Qui c’è la sede, non
senza duri contrasti con Pescara, della Giunta e del Consiglio
regionale d’Abruzzo.
Fu
fondata nel Medioevo per iniziativa dei castelli della conca (99
secondo la tradizione, ma pare che fossero in realtà 83),
dall’imperatore Federico II di Svezia intorno al 1245, ma
certamente il maggior impulso costruttivo si ebbe sotto il regno di
Corrado IV che nel 1253 un anno prima della sua morte, la realizzò
quasi completamente.
Eravamo
a L’Aquila, il 30 aprile 2003, per assistere alla tesi di laurea
di Maria Mancini, nostra collaboratrice. Se ci è permesso una digressione diciamo che
Maria ha sostenuto la discussione brillantemente, con grinta e capacità e ha ottenuto il titolo di
“dottoressa” con aria disincantata. Non ha perso un colpo. Ha detto quello che doveva
dire: tranquilla, sicura e senza esitazioni ha lanciato il
“guanto di sfida” agli esaminatori, vincendola (complimenti!).
Ma
torniamo a parlare delle “bellezze” aquilane.
Ecco
alcuni luoghi da visitare.
LA
PIAZZA CENTRALE. Cuore della città è la grande
piazza del Duomo, dove si svolge il più animato e colorato
mercato cittadino. Fin dal 1257 ospitò la cattedrale di S.
Massimo che fu completamente distrutta dal terremoto del 1703, e
successivamente ricostruita nel XIX secolo.
FONTANA
DELLE 99 CANNELLE. Situata a ridosso delle mura cittadine, è
da considerarsi certamente un monumento singolare. Fu costruita, come
vuole la lapide che si conserva sul posto, nel 1272 ad opera di
Trancredi da Pentina su commissione del capitano Lucchesino,
governatore regio.
Attualmente
ha forma trapezoidale, ma in origine si componeva del lato nord e di
quello est (rispettivamente di fronte e a sinistra del visitatore)
mentre il lato sud fu aggiunto più tardi, come dimostrano i
caratteri rinascimentali della composizione. L’alto muraglione, in
marmi bianchi e rosa, ha un disegno molto più semplice, ma
complessivamente simile a quello di S. Maria di Collemaggio, e
dovrebbe risalire alla seconda metà del XIV sec.
S.
MARIA DI COLLEMAGGIO. può considerarsi la basilica più
famosa d’Abruzzo, sia per la sua importanza storica che
architettonica. Fu iniziata nel 1287 da Piero da Morrone, il futuro
Celestino V che vi fu incoronato Papa nel 1294.
S.
BERNARDINO. L’edificazione della chiesa fu iniziata nel 1454
per volere di S. Giovanni da Capestrano, discepolo di S. Bermardino
da Siena.
I
PRODOTTI TIPICI DELL’ABRUZZO. Da sempre terra di grande
tradizione agricola e pastorizia, l’Abruzzo offre ai visitatori una
scelta di sapori e profumi davvero invidiabile. I vini
(Montepulciano d’Abruzzo e il bianco Trebbiano), i
liquori (il fortissimo, 72 gradi, Centerbe di Tocco da
Casauria, ai piedi della Maiella). L’olio extravergine prodotto in
particolare nelle zone di Lanciano, Fossacesia, Casalbordino,
Guardiagrele. Può essere considerata inoltre la capitale
italiana della pasta. E’ Fara San Martino il centro di
maggiore insediamento dell’industria pastaia. La presenza delle
purissime acque della Maiella favorisce la buona pasta di questa
regione. I salumi sono davvero ottimi e diffusi su tutto il
territorio. A Campotosto, nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei
monti della Laga si producono le Mortadelline di Campotosto, altrimenti
chiamate coglioni di mulo. Confezionato con polpa tenera e al centro
il
classico lardello. L’altro salume “famoso” è la
ventricina che viene prodotta in particolare nel vastese e nel
teramano.
Poi
ancora il miele, lo zafferano di Navelli (aq), LE VERDURE (I CARCIOFI
DI Cupello), le lumache (le “ciammaiche” di Scerni), i dolci
tradizionali come la cicerchiata, i taralli, “li tarallucci”
e le “nèole” a Ortona, i confetti di Sulmona e i torroni
dei fratelli Nurzia a L’Aquila.
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