100.000 persone al decennale della festa Artusiana

Calato il sipario sulla Festa si comincia a pensare alla prossima edizione, con l'attesa apertura di Casa Artusi

 

Forlimpopoli 25 giugno 2006. Il Decennale della Festa Artusiana chiude con un ottimo successo di pubblico: si stima che siano state circa 100.000 le persone che dal 17 al 25 giugno hanno scelto Forlimpopoli come meta per una serata all'insegna della buona cucina e del divertimento.

 

“Il programma del Decennale era veramente ricco e variegato” commenta soddisfatto il Sindaco, Paolo Zoffoli. “Per 9 giorni di fila Forlimpopoli ha offerto in totale una ventina di incontri culturali di alto livello, con ospiti provenienti da tutta Italia e dall'estero; una trentina di spettacoli all'aperto, tra concerti di musica, dalla classica alla popolare, spettacoli teatrali, dalla danza alla lirica, oltre agli spettacoli per bambini, al teatro religioso e all'animazione di strada; un centinaio di bancarelle, dai prodotti tipici all'artigianato, quattro mostre d'arte, e, ovviamente, un'offerta enogastronomica di grande livello, con una quindicina di punti di ristoro (quasi il doppio rispetto all'anno scorso) e menù completi firmati Artusi nei ristoranti della città.”

L'intera città, come ogni anno, si è mobilitata per trasformare Forlimpopoli in Artusopoli: tutte le associazioni eno-gastronomiche e di categoria, le associazioni del territorio, i consorzi di tutela, le aziende private, i commercianti, gli Istituti scolastici, le Amministrazioni pubbliche e gli amici di Forlimpopoli sono scesi in strada e hanno dato il meglio di sé, con ottimi risultati.

Punto forte della Festa Artusiana sono stati indubbiamente gli incontri culturali nei due spazi intitolati “Verso Casa Artusi”', alla Chiesa dei Servi e nella Piazzetta Berta e Rita. Primi fra tutti gli incontri con i vincitori dei Premi Artusi 2006, che si sono rivelati particolarmente coinvolgenti per tutti gli intervenuti.

Per festeggiare Julitte Diagne Cisse le strade di Forlimpopoli si sono animate con i colori sgargianti dei vestiti dei senegalesi, festosi e allegri. Anche l'incontro con Moche Basson è stato particolarmente toccante: parlare di pace e di incontri fra culture e religioni diverse in un luogo sacro, la Chiesa dei Servi, è stato un abbinamento particolarmente riuscito, suggellato dai sapori dei buoni cibi della tradizione ebraica che Moche e la sua famiglia hanno preparato per gli intervenuti.

“Il Decennale è stato festeggiato con grande entusiasmo, ma l'impegno di Forlimpopoli non finisce qui: ci attende infatti un anno di intenso lavoro, per preparare in grande stile la tanto attesa apertura di Casa Artusi, il Centro nazionale di cultura gastronomica domestica, prevista per il 2007”.

 

Forlimpopoli, città palcoscenico della gastronomia e della cultura sociale.

Un trionfo il decennale della “Festa Artusiana”

 

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Forlimpopoli 20 giugno 2006. Correva il 1997 quando la città di Forlimpopoli inaugurò la Festa Artusiana in onore del suo più celebre concittadino Pellegrino Artusi.

 

La Festa Artusiana, giunta quest'anno alla sua decima edizione si è presentata ricca di proposte e di eventi.

 

La Festa del decennale, o meglio, per dirla con Folco Portinari, la festa del “secondo piano quinquennale” come ha ripetuto Massimo Montanari nel presentare il Convegno inaugurale “La cucina italiana all'estero”, è stata un trionfo sotto tutti gli aspetti. Di sapori e di cultura.

 

Nei nove giorni della Festa strade, piazze, vicoli attorno alla maestosa Rocca di Forlimpopoli (una delle più belle della Romagna) si sono trasformate in un brulichio di eventi , mentre il ricettario artusiano dettava legge nel centrale ristorante Edo (che quest'anno ha compiuto 50 anni) e in molti altri luoghi a cominciare dai banchetti nel centro storico.

 

Grazie all'impegno dell'Amministrazione comunale, che si è circondato dei migliori studiosi e conoscitori della tradizione gastronomica italiana, anche quest'anno si è ripetuto un evento unico al mondo, che anno dopo anno suscita sempre più entusiasmi, attira spettatori e appassionati, e che vede questa piccola cittadina dell'entroterra romagnolo diventare, e non solo per i nove giorni della “Festa”, la capitale della cucina italiana e punto di riferimento internazionale per studiosi di gastronomia e di storia sociale.

 

Quest'anno la festa è riuscita a varcare i confini nazionali tanto che il settimanale tedesco “Die Zeit” ha dedicato una pagina intera all'avvenimento forlimpopolese.

 

La giornalista Von Maren Preiss ha scritto sul giornale dei vari aspetti della “festa”, dei locali di Forlimpopoli e, insieme alle foto, ha inserito anche una cartina per spiegare ai suoi compatrioti come raggiungere la cittadina romagnola.

 

E la presenza di Von Maren Preiss non poteva mancare a questa edizione 2006, “l'anno scorso sono stata a Forlimpopoli e la festa mi ha coinvolto fortemente -ci dice la giornalista del “Die Zeit- e così sono ritornata anche quest'anno per seguire i tanti appuntamenti di questo decennale”.

 

Paolo Zoffoli, Sindaco di Forlimpopoli, che ha organizzato le ultime tre edizioni, e prima invece lo aveva seguito nella veste di assessore, è visibilmente soddisfatto del successo di questa edizione e ci parla del gioiello dell'Amministrazione comunale e di tutta la città: la “Casa Artusi”.

 

“Casa Artusi”, un vero Monumento culturale della Gastronomia Italiana in fase di ristrutturazione e di riqualificazione che vede al centro il Convento dei Servi del 1300 e la Chiesa annessa che contiene pregevoli opere d'arte.

 

“Sarà inaugurata l'anno prossimo -ci dice il Sindaco Zoffoli- e sarà uno spazio da dedicare agli incontri culturali, agli chef per compiere i loro stage, alle scuole che possono presentare i loro corsi di studio e alle aziende, piccole, medie e anche di nicchia, che possono far conoscere i loro prodotti di qualità”.

 

Una struttura fruibile e viva e non solo quindi un semplice luogo di conservazione della memoria artusiana.

 

L'assessore alla cultura Mauro Grandini“Quando una comunità sceglie di investire 5 milioni di euro per un progetto come la “Casa Artusi”, -aggiunge con orgoglio il Sindaco- vuol dire che è consapevole che stiamo preparando un progetto di sviluppo per l'intera città”. E conclude: “A fronte di questo grande progetto la cittadinanza sopporta anche il ritardo con cui il Comune tarda a coprire qualche buca sulle strade”.

Un investimento culturale che rappresenta anche un volano di sviluppo economico per Forlimpopoli.

 

“La nuova casa di Pellegrino Artusi -dice l'assessore alla Cultura Mauro Grandini- rappresenta vanto e ricchezza per la cultura di Forlimpopoli. Alla festa Artusiana lavorano febbrilmente associazioni, singoli cittadini, volontari, dipendenti comunali che, in un comune sentire, collaborano alla costruzione di una identità cittadina, fondata -aggiunge Grandini- sulla propria storia; una storia da condividere con chi ne approva gli scopi, all'insegna del vivere bene insieme e della convivialità. ”.

 

E proprio dall'assessorato alla cultura, diretto con grande passione e intelligenza dalla sua dirigente, Laila Tentoni, coordinatrice della Festa, vengono molte delle proposte che hanno dato lustro a questo decennale.

 

Prendiamo solo una delle tante chicche di questa edizione, il convegno “La cucina italiana all'estero”, coordinato di Alberto Capatti e Massimo Montanari, svoltosi all'interno della suggestiva Chiesa Dei Servi, che farà parte integrante di Casa Artusi, il primo Centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina di casa.

 

Un Convegno che ha messo sotto i riflettori i vari aspetti della nostra cucina nel Mondo.

 

Basta scorrere i nomi degli studiosi internazionali e i titoli delle relazioni per capire l'elevato contenuto del Convegno. Dopo il saluto dell'assessore Mauro Grandini ha preso la parola il prof. Al centro Folco PortinariFabio Caffarena, Università degli studi di Genova, sul tema “il cibo nelle corrispondenze degli emigranti italiani in America”. Poi Leda Vigliardi Paravia, ambasciatrice della cucina italiana in Francia con “la cucina italiana in Francia”, Patrick Bernhard, Istituto Storico Germanico di Roma che ha parlato de “La pizza sul Reno. Per la storia della cucina e gastronomia italiane in Germania nel ventesimo secolo”, il prof. John Dickie, Università UCL di Londra “Rappresentazioni e consumo della cucina italiana attraverso lo “star system” gastronomico inglese: il caso di Jamie Oliver” e, infine, lo studioso Rosario Scarpato, ricercatore e giornalista eno-gastronomico del Gambero Rosso nonché vice presidente del Gvci con una relazione su “Una, nessuna, centomila: quale futuro per le cucine italiane nel villaggio globale?”.

 

Il binomio gastronomia e cultura ancora una volta ha fatto dunque centro nelle manifestazioni artusiane.

 

 

 

 

 

 

 

Julitte Diagne Cisse e il sindaco di Forlinpopoli Paolo Zoffoli

 

Premio Artusi 2006: Julitte Diagne Cisse e Moshe Basson

 

In preparazione della Festa

 

 

 

 

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