QUANDO IL CIBO SI FA ARTE


La Festa dei CUOCHI a Villa Santa Maria in Abruzzo


di M. Alba Simigliani


Villa Santa Maria 8-9-10 ottobre 2004. Esiste in Abruzzo un Paese dei Cuochi: è Villa S. Maria in provincia di Chieti. Qui, ogni anno, la seconda settimana di ottobre, c’è la festa dei cuochi, festa legata al cibo ed all’arte della ristorazione.


Promotori dell’iniziativa: l’Ente di Gestione per la rassegna dei Cuochi, la Pro Loco e l’Amministrazione Comunale, l’Associazione Cuochi Val di Sangro, la Comunità Montana Val Sangro e l’Ordine Padri Caracciolini di Villa S. Maria; fulcro della manifestazione è il locale Istituto Alberghiero.

Una Scuola davvero speciale!

 


La mattina di domenica 10 ottobre scorso, due ragazzi accolgono sulla porta dell’Istituto i visitatori ed invitano ad entrare. Varcata la soglia… è subito Gran Hothel…


Eleganti allievi in divisa blu simulano le attività tipiche del receptionist d’albergo e, salutandoci, ci indicano le sale della degustazione e le sorprendenti ”esibizioni” degli allievi della scuola catturano subito l’attenzione degli ospiti. Aperitivi preparati e serviti in modo impeccabile ci introducono alla visita guidata, che la gentile prof.ssa Nellina Bosco affida ad una brava allieva. Si resta stupiti dalla disinvoltura e sicurezza dei ragazzi, ma più di tutti attrae la dimostrazione alla fiamma del giovane Bernardino Pachioli di Gissi: un vero spettacolo di abilità e sapienza, di naturale e sicuro talento, e poco distante un acrobata sommellier, come se fosse un gioco, prepara sublimi ed originali cocktails: è Luca Cinalli di Casalbordino.


Claudio PellegriniScendendo in Cucina colpisce la laboriosità silenziosa dei numerosi chef e commis che, in un laboratorio organizzato con attrezzature tecnologicamente all’avanguardia, stanno preparando gli speciali piatti e vassoi di pietanze curate per armonizzare in una perfetta ed esaltante sintesi gusto, olfatto e vista. Due grandi maestri: lo chef Franco Di Genni di Paglieta e lo chef del posto, Claudio Pellegrini, accolti da un applauso, mostrano le loro “opere”: sculture di burro, di zucca e di umili prodotti del mondo vegetale, troneggiano su vassoi di specchi decorati che fanno da cornice alle appetitose vivande che saranno messe in mostra alla sera nel buffet dimostrativo sull’Arte culinaria.

 

Sotto una galleria di gazebo, nel centro storico del paese, si apparecchia una tavola lunga un chilometro, una “tavolozza” che orchestra magistralmente la materialità del cibo con l’espressione artistica. Un’arte tanto ricercata e raffinata quanto effimera, che racchiude in sé l’esperienza leopardiana dell’umile, ma generosa, “ginestra”! Un’arte in grado di rivelare lo stato emotivo di chi con creativa passione si abbandona ad un viaggio esplorativo nella propria sensibilità e riunifica in una identità consapevole il corpo e lo spirito, gli dà forma… in happening in cui ben presto la forma si sfalda per diventare sapore ed appagamento per il palato.

 

Dietro il variopinto tavolo in cui trionfano superbe sculture di marzapane, loro, i cavalieri disarmati, ma fieri ed imponenti con i lunghi cappelli bianchi: i famosi chef di Villa S. Maria.

Dentro ognuna di quelle figure leggendarie dei grandi chef tornati per l’occasione, come ogni anno, da varie parti del mondo, c’è la storia di emigrazione, di sacrifici, di mortificazioni, di fatica, prima del successo. Tante microstorie, in cui vanno rintracciati quegli aspetti della vita popolare attraverso i quali le comunità locali esprimono la propria identità. Espressioni della storia locale, della sua vocazione, della sua cultura. Specchio del vivere della gente d’Abruzzo e di quei valori comunitari tradizionali che davano senso e dignità all’esistenza e che non è facile riconoscere negli attuali modelli culturali.

 

E’ questo ciò che colpisce e stupisce in questa festa: una festa dei sensi, una festa nel senso etimologico della parola: gioia pubblica, fatto culturale collettivo e socializzante, incontro generazionale. E’ la trasversale partecipazione ad un evento non artificiale, ma radicato nel territorio, è il rispettoso reverenziale riconoscimento del valore dell’esperienza degli anziani maestri a fare di questa cittadina l’universale patria dei Cuochi e di questo appuntamento un’occasione da non mancare.

 

Paolo Gambesca direttore de Il MessaggeroLa Rassegna dei cuochi di questo interessante centro d’Abruzzo, giunto alla sua XXVI edizione, richiama molti visitatori, fra questi abbiamo la fortuna di incontrare il Direttore de “Il Messaggero”, Paolo Gambescia, abruzzese di origine, ed il giudice Giuseppe Di Lello che ci ricorda di essere stato il fondatore di questa interessante ed originale manifestazione, pensata come momento culturale ad ampio raggio. Accanto all’Evento gastronomico, infatti, nelle prime edizioni, Convegni sulla storia, sulla cultura e le tradizioni legate alla cucina abruzzese, tenuti da illustri relatori provenienti dal mondo della cultura italiana, offrivano occasioni di riflessioni e di approfondimento che, sicuramente davano e darebbero anche oggi maggiore spessore e ulteriore risalto ad una manifestazione già così affermata e famosa.

 

Una festa che si fa rito, che dietro lo spettacolo dell’arte culinaria contiene una profonda pedagogia, e che conserva una funzione fortemente aggregante e identificante. Una festa che si contrappone alla frantumata e quotidiana festività spicciola dei nostri giorni.

 

 

 

 

Giuseppe Di Lello 

 

 

 

 

 

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