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Un tuffo in mezzo alle perle non solo gastronomiche delle Marche
di Valeria Bertocchi
In questi ultimi anni abbiamo imparato a conoscere quello che gli esperti chiamano il turismo “multistrato”, capace di assommare paesaggio, storia, bellezze artistiche e cultura alimentare del territorio.
C'è però una regione che più di tutte, con caparbietà e tenacia, grazie all'impegno di valenti imprenditori e alle scelte lungimiranti dei suoi amministratori pubblici, è stata capace di uscire dall'anonimato e imporsi con le sue perle disseminate tra i monti e il mare.
Parliamo delle Marche, una regione dalle grandi ricchezze gastronomiche e artistiche, giustamente definita “L'Italia in una Regione”.
Le perle di questa regione sono molte, da quelle artistiche alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche; dalle aziende agrituristiche alla gastronomia di qualità: dalla celeberrima oliva ascolana ai Tartufi di Acqualagna; dai noti vini, Verdicchio e Rosso Conero per arrivare alla Vernaccia di Serrapetrona; dalla tipica lasagna “vincisgrassi” alle mozzarelle dei Monti Sibillini; dalla pasta di Campofilone ai distillati, dalle varietà di pane al saporito pesce della costa.
Un suggestivo itinerario tra città, paesi e ambiti territoriali piccoli e grandi. Un vasto catalogo può però essere rappresentato da alcuni flash disordinati ripresi durante Tipicità Marche 2006.
Fermo. Citta dArtedAmare: solo per citare la Pinacoteca civica allestita presso il Palazzo dei Priori, in Piazza del Popolo, cuore della vita culturale fermana e simbolo storico della potenza politica e civile cittadina. Imponenti le opere secentesche, tra tutte l'Adorazione dei pastori del fiammingo Rubens (1608).
Info: tel. 0734.217140 - Email: museidifermo@libero.it.
Falerone. Il paese è situato a 432 metri sul livello del mare e presenta un'accogliente centro storico oltre che un Museo Archeologico e un Teatro dei tempi di Augusto con un'arena dove, si racconta “si svolgevano i combattimenti tra i gladiatori e le belve, ma non è escluso che qui fossero anche trucidati i primi cristiani”.
Un giovane sindaco, Massimo Bertuzzi, e un'attento assessore alla cultura, Maria Teresa Quintozzi, riescono, con scelte di buon livello, a valorizzare le caratteristiche architettoniche per attirare il turista e lo studioso.
Ufficio informazioni turistiche: tel. 0734.759670.
In questo paese, oltre ad un buonissimo dolce “Lu serpi” e un “coniglio in porchetta con cicoria di campo” del Ristorante Delle Loggette (tel. 0734.710143), abbiamo gustato un piatto particolare, i “Vincisgrassi” (preparato dal ristorante Bellavista tel. 0734.710471), una tipica lasagna marchigiana che si porta dietro un'interessante storia. Per molto tempo si è pensato che il piatto prendesse il nome del generale austriaco Windisch Gratz, che combattè contro Napoleone e si accampò ad Ancona nel 1799, e il cui cuoco personale avrebbe inventato la ricetta. Versione questa accantonata dopo il ritrovamento de “Il Cuoco Maceratese” scritto dal cuoco di corte Antonio Nebbia almeno venti anni prima: nel libro si parlava già di una “Salsa per princisgrass” (grasso da principi).
Mercato Ittico e Scirocco 36. Un'esperienza che consigliamo per conoscere il mondo della pesca, risorsa importante per questa regione. Una visita al Mercato ittico insieme a Siria Carella, presidente del Mercato Ittico di Civitanova Marche e a Sergio Gaetani di Ortona a Mare, presidente dell'associazione dei pescatori nonché armatore, è quella che serve per vivere il clima della pesca e tutto quello che ruota attorno al mondo ittico. S'impara i vari segmenti della filiera ittica, dalla pesca alla commercializzazione, alla ricerca e ai servizi.
La nascita del Consorzio Scirocco 36, diretto da Flavio Cerioni, è un ulteriore tassello verso quella pesca consapevole che si pone a difesa del consumatore. Il progetto “Scirocco 36” è nato recentemente e mira a coordinare pescatori, mercati ittici, dettaglianti e ristoratori, per garantire al consumatore finale la possibilità di consumare pesce fresco, pescato entro le 36 ore precedenti l'acquisto.
“La nostra idea -afferma Cerioni- è quella di far avvicinare l'utente in modo consapevole all'acquisto del pesce o al suo consumo nei ristoranti”.
Penna San Giovanni è situato a m 672 s.m. e malgrado sia il mese di marzo ci accoglie la neve.
In questo paese noto per le acque salso - bromo - iodiche - solforose e per le caratteristiche paesistiche e climatiche ci accompagna il sindaco, Emanuele Crisostomi, che racconta la storia del piccolo borgo.
Il nome di Penna S. Giovanni gli deriva da un termine prelatino nel significato di vetta rocciosa di forma aspra ed acuta e dal nome attuale con quello di Castello della Penna o Castel San Giovanni. Sulla base di alcuni reperti archeologici, si fa risalire la sua origine all'epoca romana quando qui, secondo la tradizione, sorgeva un villaggio legato alla non lontana Faleria. Nel palazzo Municipale, edificato alla fine del sec. XVIII dall'arch. Pietro Maggi, sono conservati reperti di epoca romana ed una interessante tavola, quasi certamente un trittico privato delle cornici, raffigurante la Madonna tra S. Rocco, S. Sebastiano, S. Apollonia e S. Giovanni da alcuni attribuita all'ambito dei Crivelli. Sulla facciata si innesta la torre dell'orologio. La Pieve di San Giovanni Battista fu costruita tra il 1251 e il 1256 da Giorgio da Como, noto per la fabbrica delle cattedrali di Fermo e di Iesi.
Per informazioni:
Municipio di Penna San Giovanni, centralino +39 733 699003 - 669119 - Fax +39 733 669514.
A pochi chilometri dal centro storico troviamo la Cooperlat di Fattorie Italia con le sue Mozzarella Sibilla Stg, la prima mozzarella “certificata” Legambiente.
“Siamo la prima realtà marchigiana -afferma Paolo Cesaretti, responsabile marketing dell'azienda- ad aver scelto di produrre già dal 2004 unicamente mangimi No Ogm (organismi geneticamente modificati)”.
Cooperlat Via Piandelmedico, 74 - 60035 JESI, (AN)
In Fiera all'interno degli stand dei sapori marchigiani
Un posto particolare era riservato ai maccheroncini di Campofilone. L'Azienda Spinosi, famosa in tutto il mondo, ha messo in mostra le sue paste artigianali e gli spinosini, novità all'uovo del mastro pastaio Vincenzo Spinosi. Gli Spinosini sono capelli d'angelo realizzati con uova all'omega 3, grassi insaturi antiossidanti che garantiscono benefici per la circolazione. Le galline che forniscono le uova per gli Spinosini hanno un'alimentazione curata e si nutrono anche di olio di girasole. La pasta Spinosi è diventata famosa soprattutto per la sua bontà in "purezza"; non servono sughi elaborati perché è la pasta ad avere un gusto inconfondibile. Il segreto è nella selezione degli ingredienti e nell'accuratezza nel "tirarla" durante la lavorazione. La lenta e naturale essiccazione rivelano una pasta, dalla consistente ed inconfondibile porosità, che moltiplica il proprio volume durante i velocissimi tempi di cottura.
www.spinosi.it
Varnelli: quattro generazioni di erboristi.
E che dire della particolare e segreta lavorazione dell'anice da parte di questa antica azienda di Muccia?
Girolamo Varnelli fondatore nel 1868 della Distilleria Varnelli, aveva nel sangue la passione per le erbe. Residente a Cupi di Visso, nel cuore dei Monti Sibillini, era uomo intelligente e creativo e seppe trarre dall'osservazione della natura e dalla conoscenza delle abitudini popolari, lo spunto per due felici intuizioni: l'Amaro Sibilla prima e il Varnelli poi.
Le sue idee e la sua attività furono sviluppate nei decenni successivi dal figlio Antonio e dal nipote Dott. Girolamo Varnelli ai quali và il merito di un'impronta aziendale risultata vincente perché basata sull'utilizzo esclusivo di ingredienti naturali come le erbe, le radici e il miele vergine, caratteristici dei Monti Sibillini, e su processi produttivi accurati e segreti che richiedono ancora oggi il personale e insostituibile intervento dei componenti della famiglia Varnelli.
Attualmente l'azienda è guidata dalle quattro eredi del Dott. Girolamo che continueranno a valorizzare ogni giorno i loro prodotti con la salvaguardia della qualità e della tradizione.
“Varnelli”..... a farmi preferir basta un assaggio.
Per info: www.varnelli.com - varnelli@varnelli.it
Infine, da segnalare, un'altra perla d'arte. Una grande mostra internazionale a Fabriano, piccola capitale dell'arte nel cuore delle Marche. Nello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù, in piazza Giovanni Paolo II, si terrà la mostra “Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento” dal 21 aprile al 23 luglio 2006. Una occasione unica per visitare non solo Fabriano ma tutta la regione Marche.
Info: www.gentiledafabriano.it - tel. 199199111.
PS: Un post scriptum sulla presenza della provincia di Ferrara a Tipicità Marche.
Quest'anno è stata la Provincia di Ferrara, rappresentata dall'assessore Bracciano Lodi, l'ospite della principale manifestazione enogastronomica marchigiana.
A fare da portabandiera le “17 Perle del Ferrarese”, diciassette specialità che sono il fiore all'occhiello dell'agroalimentare di questa provincia emiliana.
Nel padiglione erano presenti i produttori: La Bottega del vino di Mariotti di Argenta, l'azienda vinicola Mattarelli di Vigarano Mainarda e la tenuta Garusola di Filo per i vini doc del Bosco Eliceo; l'azienda agricola fratelli Zangirolami di Jolanda di Savoia (riso del Delta del Po); Daniele Beccati di San Bartolomeo in Bosco (pasta fresca e cappellacci di zucca ferraresi); l'azienda Centro carni e salumi di Antonio Giori di Cesta di Copparo (salumi tipici ferraresi); il salumificio Zironi di Migliarino (salama da sugo); Orsatti di Ferrara (Pampapato); Offelleria Rizzati di Cocomaro di Focomorto (Cioccolato Ferrara) e il Consorzio Produttori Aglio di Voghiera (aglio).
Al Teatro del gusto si sono svolti percorsi guidati a cura dello chef Antonio Canella che riguardavano la coppia ferrarese e le «perle d'acqua: l'anguilla di Comacchio e la vongola di Goro» (sabato pomeriggio); la salamina da sugo ferrarese (domenica mattina) ; il riso del Delta del Po e i cappellacci di zucca.
Inoltre, all' hotel “Garden” di Porto San Giorgio si è svolta la cena di gala della Provincia di Ferrara con la collaborazione della Strada dei Vini e dei Sapori e dell'Istituto alberghiero «Orio Vergani» curata dallo chef Vinicio Canella.
www.provincia.fe.it
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