PERCORRENDO LE STRADE DI FOLIGNO

 

di Annarita Pincione

 

TreviPercorrendo le strade, le porte, i vicoli e le piazze di Foligno la Storia ci parla in lingue sempre diverse, con molteplici accenti, e lo fa anche con toni diversi: è un’eco lontana quella che sentiamo dai resti romani di un anfiteatro o di un acquedotto, un sussurro discreto e sommesso quello dei vicoli, con le misteriose taverne che celano un mondo tutto da scoprire, ancora, è un richiamo forte e potente quello lanciato dalle Porte – Romana, Todi, Firenze, Ancona- quasi a voler gridare che da qui ogni direzione può essere intrapresa, fino ad esplodere in un coro a più voci, ma ben orchestrate, che si innalza dalla Piazza della Repubblica.

 

Con l’attigua piazza del Duomo, è il fulcro della vita cittadina e la sintesi perfetta di come millenni di storia possano convivere e diano vita a uno spettacolo senza fine. Sulla piazza si fronteggiano la facciata secondaria della Cattedrale eretta nel XII secolo per il culto del martire Feliciano, ma trasformata nel ‘500 e nel ‘700, fino ad assumere al suo interno, con l’intervento del folignate Giuseppe Piermarini su influenza del Vanvitelli, l’aspetto solenne e grandioso neoclassico.

Di fronte al transetto del Duomo troviamo il Palazzo Comunale, di origine duecentesca ma rinnovato nel XVII sec., la torre merlata è del XIV sec., il palazzo comunale è collegato tramite un cavalcavia con il Palazzetto Orfini, un’ elegante costruzione tardo rinascimentale con portale del 1515 che sorregge un balcone con balaustre in ferro.

 

A chiudere questa eclettica cortina, il Palazzo Trinci, edificato in un arco di tempo che va dal 1389Palazzo Trinci al 1416 mediante una ristrutturazione che ha accorpato più case possedute dalla famiglia omonima; nel tentativo di salvare quanto più possibile l’esistente sono state create al pianterreno delle strutture di raccordo come la bellissima e ardita scala gotica. La scala è composta da tre rampe coperte da volte a crociera e ad ogni girata offre sempre suggestivi scorci diversi, impreziositi dagli affreschi della parte muraria che con i loro motivi geometrici (mensoline in scorcio, girali) assolvono brillantemente la funzione di scandire e sottolineare le membrature architettoniche. La grandiosità del progetto compositivo e la ricchezza artistica e iconografica degli affreschi al suo interno fanno di questo palazzo uno specchio fedele della magnificenza della famiglia dei Trinci; all’inizio ghibellini con Corrado V, passarono alla parte guelfa dopo il tentativo fallito di Corradino e poggiarono la base della loro autorità su Foligno e della propria signoria, sull'amicizia costante che conservarono verso la guelfa Perugia e sulla fedeltà che dimostrarono alla chiesa.

 

Una famiglia, dunque, intraprendente e lungimirante che ha costruito il suo “palazzo” come una città nella città, con una piazza porticata, le ariose logge, le scale monumentali, i saloni di rappresentanza e i virtuosi passaggi aerei, cosiddetti cavalcavia, che elevano il percorso quasi a sfiorare i tetti. Per noi, oggi, seduti nella caffetteria di fronte a sorseggiare un ottimo caffè, non è difficile galoppare con la fantasia e immaginare quanto la vita di queste persone fosse intensa e frenetica, sicuramente mai noiosa, intrigante e misteriosa come le sale, i cortili e i passaggi sospesi in cui si svolgeva.

 

Nel Palazzo vi hanno sede il Museo Archeologico e la Pinacoteca Civica, quest’ultima documenta la produzione pittorica locale quattro-cinquecentesca con capolavori dei folignati Nicolò Alunno, Bartolomeo di Tommaso e PierAntonio Mezzastris. In questi giorni e fino all’8 dicembre 2004 il palazzo presenta la mostra “Nicolaus Pictor – Nicolò di Liberatore detto l’Alunno – Artisti e botteghe a Foligno nel Quattrocento”, un’occasione imperdibile per apprezzare in un solo “colpo d’occhio” quello che Roberto Longhi ha definito “Rinascimento umbratile” e Federico Zeri ha teorizzato come "pseudo-Rinascimento" per dire che la rinascita della cultura aveva seguito non solo una strada razionale, ma anche una via parallela, tutta intuitiva e fantastica.

Dalla piazza della Repubblica si può percorrere via Gramsci che allinea palazzi gentilizi sei-settecenteschi, tra i quali Palazzo Nuti-Deli, che include una torre medievale. Deviando sulla destra ci si perde in un intricato tessuto di vicoli che poi inaspettatamente si allargano a formare delle graziose piazzette dove la toponomastica ci suggerisce un antico fervore di manifatture e commerci: via delle Conce, piazza del Grano,… penetrando in un quartiere tra i più appartati della città, dove passava il primitivo corso del Topino.

 

La via Gramsci percorsa fino alla fine incontra la chiesa di San Domenico, eretta nel 1251 con facciata incompiuta ha un portale gotico, nell'interno l'abside è di epoca posteriore.
La chiesa venne poi ampliata tra il 1465 e il 1472 con la costruzione della tribuna e delle cappelle laterali. Nel 1860 il convento fu definitivamente soppresso e la chiesa fu adibita ad usi profani e ora definitivamente convertita in un auditorium di oltre cinquecento posti.

Sul lato sud di piazza San Domenico si affaccia la chiesa di S. Maria Infraportas, una delle più antiche della città di Foligno, chiamata così perché ubicata tra le vecchie e le nuove mura. La basilica è legata alla leggenda-tradizione che vuole la presenza degli apostoli Pietro e Paolo (o almeno di Pietro soltanto) a Foligno e a Cancelli. La Cappella dell'Assunta già tempio pagano dedicato alla Dea Diana, avrebbe ospitato San Pietro. Il tempio si presenta all'esterno ornato di un portichetto più volte rimaneggiato; si notano influenze romane, medioevali e rinascimentali.

 

Da Porta Todi si può raggiungere quella opposta percorrendo via Mazzini e poi via Garibaldi che instradava i viaggiatori verso la Flaminia, oggetto di profondi rinnovamenti nel settecento su di essa si allineano importanti edifici sacri: la chiesa della SS. Annunziata, la chiesa di San Salvatore, di linee trecentesche e interni ripresi dal Vanvitelli; la chiesa di S. Agostino e quella di S. Maria del Suffragio. Vale la pena fare una piccola deviazione per la chiesa della Nunziatella edificio quattrocentesco che conserva al suo interno un affresco del Perugino.


La città di Foligno è stata teatro di grandi opere, di invenzioni – qui è stata stampata la prima copia della Divina Commedia – capovolgimenti e contaminazioni, oggi non ci appare come un borgo medievale intatto, ma in ogni sua parte avvertiamo le stratificazioni della storia, sedimentate non solo nei musei, ma soprattutto per strada, nelle piazze e forse anche nell’efficienza e nella brulicante attività dei suoi cittadini, che accolgono le numerose manifestazioni che qui si svolgono con calore, ospitalità e competenza degne della loro illustre antenata famiglia Trinci.

 

 

 

 

 

 

 

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