Archiviata la 17° edizione di SANA, il Salone Internazionale del Naturale - Alimentazione, Salute e Ambiente

SANA 2006 a Bologna dal 7 al 10 settembre 2006

 

Le dichiarazioni del Ministro Alemanno, Montezemolo, Cofferati, Rabboni. Una analisi della Coldiretti e secondo Politi (CIA) : “le difficoltà attuali del settore vanno affrontate e superate con strategie realmente propulsive”. I dati: gli operatori dell'agricoltura biologica dal 2000 al 2004.

 

Il Ministro Alemanno al taglio del nastroBologna, 11 settembre 2005. SANA si conferma come motore commerciale, culturale e mediatico del Naturale e dell'eco-compatibile, con un'attenzione senza precedenti da parte di Istituzioni e autorità, nonché della Stampa e delle televisioni nazionali. Anche quest'anno una vasta e ordinata folla si è riversata in Fiera per conoscere le novità e i trend dei mercati del naturale, nell'alimentazione, nella salute, nell'ambiente. Personalità eccellenti, come il Ministro Alemanno, Il Presidente di BolognaFiere Montezemolo, il Sindaco di Bologna Cofferati, esponenti delle Istituzioni, giornalisti, operatori e consumatori hanno visitato SANA in un clima di attenzione per l'evoluzione di un mercato che, dopo anni di grande e rapida crescita, mantiene le posizioni rispetto alla debacle di certi prodotti convenzionali. Anche se non mancano certo i problemi anche nel settore biologico e biodinamico.

 

Dando il benvenuto in Fiera, Gastone Rossi, patron della manifestazione, ha sottolineato che: “A SANA è possibile entrare in contatto e comprendere la vera essenza dell'economia sostenibile, del business pulito e intelligente, dei prodotti che offrono la massima qualità e il minor impatto ambientale, l'unica strada per il futuro, ma già oggi presente e reale ”. 

 

Il ministro alle Politiche Agricole Gianni Alemanno, ringraziando la famiglia Rossi, la Fiera e la città di Bologna per il ruolo di SANA e della città, capitale del biologico in Italia, ha dichiarato che “La cultura dell'ecologico si sta estendendo a tutti i comparti e l'agricoltura biologica ne rappresenta la punta di diamante, con una tendenza che porta all'accorpamento e alla creazione di aziende più grandi e competitive (e così va letta la riduzione numerica delle attività del 15%) e consumi che aumentano del 3% soprattutto nei canali specializzati, anche in periodi di crisi come quello attuale”. Il Ministro delle Politiche agricole e forestali ha, quindi, ricordato i tre livelli di azione del Governo, sulla legge quadro del biologico, che punta allo sviluppo e al controllo del settore e che, già discussa con le Regioni e con tutti i gruppi, potrebbe essere emanata in autunno; sul Piano di azione nazionale, che partirà nelle prossime settimane e sulla definizione di incompatibilità tra bio e ogm, inserita nel Piano di azione comunitario durante il semestre italiano.

 

Mentre il presidente della Confindustria e di BolognaFiere Luca Corsero di Montezemolo ha sottolineato come “SANA, creata e portata al successo dalla famiglia Rossi, può contare oggi sulla presenza maggioritaria di BolognaFiere che ha come obiettivo strategico quello di confermare la posizione di leader nel comparto del benessere, forte di una tradizione fieristica e di un territorio attento a uno sviluppo qualitativo, sostenibile e armonioso di agricoltura e industria”, il Sindaco di Bologna Sergio Cofferati, dichiarando che il SANA è un appuntamento al quale Bologna tiene molto e con il quale condivide l'attenzione e l'impegno per un indirizzo sostenibile ed ecologico delle attività, ha affermato che le manifestazioni dovrebbero sempre avere un collegamento forte e diretto con la città, senza rimanere dei contenitori fieristici a se stante.

 

Da parte sua l'assessore regionale Rabboni ha precisato che “SANA è un evento culturale che sospinge la coscienza nazionale verso le tematiche ecologiche e sostenibili, dando al consumatore la consapevolezza del valore della salute e del benessere, mettendo in evidenza il giusto rapporto tra contenuti qualitativi e prezzi delle produzioni bio”.

 

Ma sui problemi del comparto biologico si sono soffermati in particolare i dirigenti della CIA e della Coldiretti.

 

Per il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi  “l'agricoltura biologica vive una fase di difficoltà e di incertezza. In meno di un anno le aziende sono scese di oltre il 15 per cento, i consumi hanno fatto registrare una battuta d'arresto, mentre i problemi per i produttori continuano a crescere. Occorre, quindi, una nuova politica per il settore. Una politica mirata che esalti compiutamente le potenzialità di un comparto che racchiude notevoli energie”.

“E' necessario -ha aggiunto il presidente nazionale della Cia- far emergere tutte le grandi potenzialità dell'agricoltura biologica del nostro Paese: le caratteristiche orografiche dell'Italia, le dimensioni delle aziende, la sensibilità e la perizia degli agricoltori italiani. Da qui l'esigenza di semplificare il sistema, riducendone i costi attualmente molto elevati, di incentivare l'associazionismo anche per aumentare le quantità dei prodotti, di promuovere il consumo, di strutturare una efficace rete distributiva”.

“L'agricoltura biologica italiana -rimarcato Politi- sconta una politica errata e di corto respiro. Una politica con la quale si è inteso risolvere i problemi soltanto attraverso contributi parziali e indifferenziati, interventi di scarsa efficacia. E' giunto il momento di cambiare marcia, di dare una sferzata nuova in grado di mettere i produttori del settore nelle condizioni migliori per sviluppare la loro azione e fa decollare l'intero comparto”.

 

Il presidente della Cia ha ricordato che la confederazione affronterà i problemi del settore in una Conferenza nazionale che si svolgerà a Roma il prossimo 7 ottobre. “Sarà l'occasione -ha sottolineato- per elaborare e rappresentare una serie di concrete proposte a sostegno dei produttori e delle loro imprese”. 

 

Dal 2000 ad oggi è triplicato il numero di importatori di prodotti di biologici dall'estero ed è raddoppiato il numero di trasformatori mentre si è verificato un drastico crollo del 28% nel numero di imprese agricole italiane impegnate nelle coltivazioni biologiche. E' quanto emerso da una analisi della Coldiretti diffusa durante le giornate del SANA.

 

Di fronte al drastico crollo delle imprese nazionali di produzione che hanno raggiunto il livello minimo dal 2000 ad oggi con meno di 37mila unità è evidente la necessità di interventi per impedire che venga “spacciato” come nazionale prodotto estero ed è per questo necessario - sostiene la Coldiretti - rendere operativo il marchio del biologico italiano per colmare il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno da tempo fatto questa scelta.

 

Si tratta - precisa la Coldiretti - di una esigenza reale come dimostra il crescente arrivo di prodotti che in assenza di una adeguata etichettatura di origine sono destinati a confondersi con le tipicità nostrane: dalle lenticchie al farro, dal grano al riso. Va difeso il podio conquistato dall'Italia nella classifica mondiale della produzione biologica davanti a Stati Uniti e Brasile e dietro soltanto ad Australia e Argentina, Paesi che hanno la disponibilità di terreni coltivati enormemente più grande di quella nazionale.

 

L'Italia - sottolinea la Coldiretti - è tuttora leader assoluta nell'Europa allargata con oltre un quinto della superficie coltivata e un terzo delle imprese. A livello regionale - secondo l'analisi della Coldiretti - è la Sicilia, con 6.389 aziende agricole a detenere il primato nel biologico, seguita dalla Calabria (4.078 aziende), dall'Emilia-Romagna (3.378 aziende), dalla Puglia (3.065 aziende) e dal Lazio (2.543 aziende). Un aspetto rilevante - conclude la Coldiretti - è legato alla presenza in azienda di animali allevati con metodo biologico per i quali nel 2004, rispetto al 2003, si è registrato un incremento in tutte le specie, dalle mucche ai maiali, tranne che per i caprini e le api (arnie in calo da 76.607 a 67.713) mentre particolarmente sensibile l'aumento dei polli passati da 1.287.131 a 2.152.295 unità.

 

L'appuntamento con la 18^ edizione di SANA è in Fiera a Bologna dal 7 al 10 settembre 2006.

 

GLI OPERATORI DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA DAL 2000 AL 2004

 

Anno

Imprese agricole

Trasformatori

Importatori

2000

51.120

2.817

67

2001

56.440

3.947

122

2002

51.401

4.346

155

2003

44.034

4.264

175

2004

36.639

6.078

198

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Sinab

 

 

 

 

GLI OPERATORI DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA PER REGIONE NEL 2004

 

Regioni

Imprese agricole

Trasformatori

Importatori

Abruzzo

950

171

2

Basilicata

1.985

73

-

Calabria

4.078

250

-

Campania

1.095

289

5

Emilia-Romagna

3.378

793

43

Friuli-V.Giulia

307

97

5

Lazio

2.543

378

2

Liguria

367

113

13

Lombardia

869

497

40

Marche

2.055

178

3

Molise

339

48

-

Piemonte

1.912

409

14

Trentino-A.A

696

162

6

Puglia

3.065

497

2

Sardegna

1.754

133

1

Sicilia

6.389

529

5

Toscana

2.324

706

16

Umbria

1.302

213

9

Valle d'Aosta

74

6

-

Veneto

1.157

536

32

Totale

36.639

6.078

198

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Sinab

 

 

 

 

GLI ANIMALI ALLEVATI CON METODO BIOLOGICO

 

Specie

2003

2004

Bovini

189.806

215.022

Ovini

436.186

499.978

Caprini

101.211

56.815

Suini

20.513

26.508

Pollame

1.287.131

2.152.295

Conigli

1.068

1.109

Api (n.di arnie)

76.607

67.713

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Sinab

 

 

 

 

 

 

 

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