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MiWine 2006, internazionalizzazione ed export sono
i suoi punti di forza
Milano, giugno. La tregiorni milanese dedicata al vino, continua a non piacere? Certamente non piace a tutti quelli che continuano a vedere MiWine come la copia o la diretta concorrente di Vinitaly.
Da questa seconda edizione MiWine ha abbandonato la strada di copiare Vinitaly ponendosi chiaramente come fiera nuova dove l'internazionalizzazione e l'export sono diventati i veri punti di forza e di riferimento della manifestazione.
Archiviata dunque la improponibile concorrenza con Vinitaly, la domanda che molti oggi si pongono è se c'è spazio nel sistema fieristico italiano per una seconda prestigiosa manifestazione vinicola dopo quella veronese.
L'edizione di MiWine appena conclusa ci dice di sì e non solo per le 35mila presenze di visitatori, di cui il 20% provenienti dall'estero, ma perchè molti hanno capito, a cominciare dagli organizzatori, che la kermesse milanese ha una sua validità e uno spazio solo se punta di più sui professionisti del vino, sull'Horeca e sui mercati esteri.
La strada vincente è proprio questa; accentuare ancora di più questi caratteri.
Le prime dichiarazioni di Ezio Rivella, presidente Sifa, sono forse troppo ottimiste ma colgono in pieno l'aspetto centrale, quello della formula business to business per sostenere l'export.
“La formula è vincente”, ha detto Ezio Rivella, “aver concentrato la manifestazione in tre giorni di lavoro intenso ha permesso di essere presenti anche a personaggi importanti e super impegnati della produzione e della distribuzione. Siamo molto soddisfatti perché con Miwine abbiamo gettato le basi per fare grandi cose in futuro sia come fiera sia per l'intero settore vitivinicolo nazionale e internazionale.”
Un clima di soddisfazione lo si poteva cogliere anche nei commenti di molti espositori anche se non sono mancati i critici.
Francesco Iannantuono, direttore commerciale di “Coppa D'Oro spa”, una importante realtà vinicola di Foggia (www.vinicoppadoro.it) ci ha detto: “una Fiera molto chic e molto bene organizzata, quello che manca è il nostro rapporto diretto con i buyer stranieri. Si è troppo privilegiato -ha aggiunto Iannantuono- i vini blasonati a discapito delle realtà meno conosciute”.
“Gli sforzi messi in campo per rendere la manifestazione vivace sia commercialmente sia dal punto di vista della comunicazione ci hanno premiato”, -è stato il commento di Piergiacomo Ferrari, Amministratore delegato di Fiera Milano spa-, “abbiamo attirato a Miwine i più qualificati buyer stranieri in rappresentanza di oltre 45 paesi, dagli Stati Uniti alla Cina, dal nord Europa al sud-est asiatico”.
Si intravede quindi un futuro roseo per la manifestazione milanese anche grazie all'accordo raggiunto tra Fiera Milano (attraverso SIFA) e l'associazione Progetto Vino, che riunisce i 54 produttori di punta italiani con a capo Ambrogio Folonari: l'obiettivo è studiare il comparto vitivinicolo e dare indicazioni e soluzioni utili al suo sviluppo e alla sua internazionalizzazione, con il supporto scientifico dell'Osservatorio Marketing del Vino di Sda Bocconi.
Chiusa la manifestazione milanese, MiWine si è trasferita in Puglia, Lombardia, Sicilia e Toscana, dove gli Enotour hanno accompagnato buyer e giornalisti internazionali alla scoperta dei territori e delle aziende vitivinicole di queste regioni. Anche questi appuntamenti dimostrano come il vino, che ancora qualche mese fa sembrava in crisi, stia mostrando segni di grande vitalità.
La ripresa del mercato passa attraverso l'export e da una maggiore attenzione del governo verso questo comparto.
Post-Scriptum 1: Dopo ogni nostra Newsletter riceviamo ogni settimana, in media, una trentina di telefonate e oltre cento e-mail di commenti e segnalazioni sugli articoli pubblicati.
Ma con l'uscita dell'ultima newsletter c'è stata un'impennata di telefonate e di E-mail. Semplici appassionati, giornalisti e produttori di vino avevano voglia di commentare con noi l'atteggiamento del Governo che aveva disertato, in compagnia delle maggiori testate giornalistiche, l'inaugurazione di MiWine.
Noi di INformaCIBO non abbiamo niente da aggiungere alle cose già scritte se non augurarci che per rispetto di un settore vitale dell'agroalimentare, come quello del vino, il governo e la stampa quotidiana, d'ora in poi, cambino registro, specie di fronte ad avvenimenti che coinvolgono un così alto numero di professionisti e produttori. E con il coinvolgimento, per la prima volta, anche della città di Milano.
Eppure l'ufficio stampa che ha curato MiWine ha seguito con professionalità, passo passo, ogni iniziativa della manifestazione. Non c'erano alibi dunque.........
Post-Scriptum 2. MiWine, però, non si esaurisce nei giorni di manifestazione, ma continua a comunicare su Expopage, catalogo online della manifestazione e di altre 93 fiere. www.expopage.net offre informazioni sempre aggiornate direttamente dalle aziende espositrici.
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